La Protezione Civile
nella Valle del Bidente
Quando un evento dannoso è ritenuto poco probabile, a basso rischio, non vengono predisposti i provvedimenti preventivi atti a limitare i danni al verificarsi del danno.
Tutto questo accade nella Valle del Bidente, nella Provincia di Forlì-Cesena; dove una diga costruita tra il 1975 ed il 1983, ai piedi degli Appennini, presso la frazione di Ridracoli, in un’area ad alta intensità sismica, ha creato un invaso di m3 33.000.000 d’acqua.
La rottura parziale o totale è prevista dal Piano provinciale di emergenza, dal Piano di inondazione e dai Piani comunali della Valle dell’anno 2000.
I terremoti, fenomeni naturali, sono imprevedibili per il tempo, il luogo e l’intensità del loro manifestarsi e se localizzati, gli effetti sono distruttivi per qualsiasi manufatto.
Gli interventi operativi atti a prevenire ogni evento a limitare i danni richiedono: il sistema di allarme per la segnalazione in tempo reale del pericolo, la conoscenza dei tempi e delle linee di fuga, le prove di evacuazione della popolazione, le aree attrezzate alle quote di sicurezza e le strutture interne sempre efficenti.
Agli organi centrali e periferici della Pubblica Amministrazione compete l’onere e la responsabilità di garantire ai cittadini la protezione, con i mezzi corrispondenti ai rischi accertati.
Santa Sofia l’, 31/08/2010 Remo Masini Boris Lotti